Senin, Maret 24

Ninnananna dell'appeso

La palma sottile
nel ventre luminoso della balena
nel ventre del mostro
si stiracchia
la ragazza si tuffa in mare.
Chiudi gli occhi.

C’è una spiaggia di sassi
giocherello con una corda
una ruota di creature
una ruota di diavoli sopra il falò.
Chiudi gli occhi.

C’è un appeso per la testa
appeso con una corda
la pietra è sott'acqua
l'appeso è sott'acqua
sott'acqua
sott'acqua
sott'acqua
sott'acqua
gettate quest’uomo rosa fuori della coperta.
Chiudi gli occhi.

C’è una spiaggia di sassi
giocherello con una ruota di diavoli
Vuole quest’uomo rosa vuole, non vuole rimanere sotto la coperta?
Chiudi gli occhi, e se verrà il lupo, lo ammazzeremo.

Kamis, Maret 13

Pittore

Mi piace, quando mangio robe strane,
Vedere che colore ha la mia cacca.

Senin, Maret 10

Tra il verde e il verde

Come mi dissero poi, nel mio caso fu una faccenda un po' più complicata del solito, dato che non avevano usato la bara; in più, giacevo in terra sconsacrata. E' per questo che dovetti farmi strada alla vecchia maniera (voglio dire alla maniera dell'età della pietra), scavando per anni e anni con l'unghia nel terriccio, fino a creare una specie di conca infinitesimale, o anfratto, in cui raccolsi ciò che restava della mia anima. Non è spiacevole, sembra di avere terra al posto della carne. Quando mi liberai, mi vennero fatti indossare dei mutandoni e mi venne consegnata una torcia elettrica, necessaria per la prima perlustrazione dell'alloggio che avrei dovuto infestare.
-I fantasmi hanno orbite senz'occhi, e non vedono nulla, né di giorno né di notte. La torcia le servirà per farsi un'idea della casa.-
Forse a causa della malinconia, dimenticai di chiedere al funzionario a cosa potesse mai servirmi una torcia elettrica, dato che non avevo più i miei occhi. Cosa ancora più strana è che vedevo perfettamente il funzionario che mi stava parlando in modo così evasivo, ma tant'è: presi la torcia senza chiedere spiegazioni; però nemmeno adesso so perché vidi il funzionario, né perché la torcia elettrica mi fosse necessaria. In ogni caso, è vero: senza la mia torcia non riesco a vedere nulla.
Feci fatica a trovare l'alloggio che mi avevano assegnato, perché è in una zona del centro storico che frequentavo poco. Per di più la torcia mi ballava pazzamente tra le mani: non avevo alcun controllo sulle mie braccia, che guizzavano in maniera scriteriata, come una coppia di anguille; così vedevo i particolari dell'appartamento a casaccio: una tenda, un vecchio lampadario di ferro, un tappeto rovinatissimo, un televisore, piastrelle scure. Odiai subito quell'appartamento. Cercai un interruttore tentando lungo le pareti, ma non trovai che una manopola (da quando sono fantasma, trovo quasi solamente manopole), e quando la girai non si accese che una fila di piccole luci colorate, simili a quelle che si usano per i presepi. Abbastanza stranamente, mi dissi che all'inizio Dante dovette vedere le anime del Paradiso nello stesso modo: gruppi di luci minuscole che si fanno strada nelle tenebre. Le luci circondavano i piedi di una statua piuttosto grande, una Madonna con il cuore scoperto e insanguinato. Trovai molto stupido tenere una statua del genere in casa e decorarla con quelle lampadine.
Poi quel maledetto cane iniziò a latrare, la torcia mi scivolò di mano e si ruppe.

Senin, Maret 3

Gli uomini-pesce

Quattro mesi fa, durante un'escursione in una zona a sud delle sorgenti del torrente Uchumu, in Amazzonia, alcuni missionari francescani si sono imbattuti in una regione di sabbie mobili che si estendeva per diversi chilometri quadrati. Saggiando il fango con lunghe pertiche, i frati hanno fatto una scoperta sconcertante: sotto la superficie liquida delle sabbie si aggiravano delle grosse creature vagamente simili a delle scimmie, ma completamente prive di coda e di pelo. Come le analisi del dna hanno ultimamente dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio, tali creature sono da considerare appartenenti alla specie umana. Tuttavia, sebbene siano esseri umani, gli uomini della palude scoperti dai francescani hanno sviluppato, nel corso dei millenni, alcune caratteristiche che li differenziano profondamente dall'homo sapiens sapiens: hanno una pelle molto coriacea, simile a quella dei delfini e, come i cetacei, presentano uno sfiatatoio sulla nuca. Gli arti, in particolare le mani, hanno dimensioni fuori del comune, il che permette agli uomini-pesce (o "sirene amazzoniche", come sono subito stati ribattezzati) di immergersi e nuotare nel fango con grande disinvoltura. Le sirene amazzoniche si nutrono principalmente di alghe, insetti, rane, e di ciò che trovano nelle profondità delle sabbie mobili. Il loro linguaggio è ancora oggetto di studio, ma pare che alcuni degli uomini-pesce più colti siano già riusciti ad afferrare i primi rudimenti del brasiliano e dell'inglese. Il loro carattere è molto schivo, ma nient'affatto scontroso. I missionari responsabili della scoperta si dicono certi che la palude non sia altro che il famoso Paradiso Terrestre che si credeva perduto e, in collaborazione con le maggiori autorità del mondo politico degli uomini-pesce, stanno preparando una dichiarazione che presenteranno al prossimo congresso delle Nazioni Unite, con la quale si intende dare vita alla Libera Repubblica dell'Eden.