Maggiordomo
Così giovane, il mio padrone è già pieno di sciocche manie. A volte provo una pena profonda per lui, e mi pare di essere suo padre, e di essere, com'è ovvio, un fallimento come padre. Altre volte, invece, in maniera più strana, mi sento più come se fossi io il figlio e lui il padre, e allora vorrei soffocare il suo muso di cane nella tazza di caffelatte che si fa preparare tutte le sere. In quei momenti di rabbia, devo persino mordermi la lingua a sangue per non maledire il mio padrone ad alta voce.
Da qualche settimana, il mio padrone ha escogitato questa nuova mania dei talloni. Si è messo in mente di aver avuto questa mania fin da bambino, ma naturalmente è tutta una fandonia. Sostiene che "Da sempre" (così mi dice) "da sempre ho questa strana mania di far andare su e giù i talloni; quando sono in riposo, vedi?" mi dice, accennando alle sue gambe allungate sul sofà, come per provocarmi; "vedi? guarda, guarda cosa succede, del tutto contro la mia volontà"; e subito, "del tutto contro la sua volontà", il mio padrone inizia a far andare su e giù le gambe, ritmicamente e sempre più rapidamente, come se stesse arretrando davanti a qualcosa di mostruoso. Il movimento, che lui si è messo in testa di fare da sempre ("naturalmente: fin da bambino"), e che si è messo in testa di eseguire del tutto contro la sua volontà, diventa sempre più energico, come se il mio padrone volesse sbriciolare a colpi di tallone la sedia, il sofà, il materasso su cui ha allungato le gambe, o viceversa come se un terremoto fosse sul punto di farlo precipitare.
Sostiene di aver ereditato quel movimento dei talloni da sua madre, e che anche sua madre faceva quello stesso movimento, su e giù con le gambe, anche lei "del tutto contro la sua volontà" (quando dice questa frase, il mio padrone mette sempre un accento particolare sulla parola "contro"). Dice che questa è l'eredità che sua madre gli ha lasciato: "Naturalmente", soggiunge a questo punto il mio padrone, "naturalmente so benissimo che mia madre è ancora viva. Ma tu sai bene che certi tesori si lasciano in eredità anche in vita, e persino" (a questo punto non riesco più a capire di cosa diavolo stia parlando) "e persino prima della vita".
"Ho ereditato questo buffo movimento, l'ho ereditato anche se mia madre è ancora viva", non fa che ripetere il mio padrone. "Mia madre non è morta, ma io ho già ereditato il suo movimento, e perciò quando, del tutto contro la mia volontà, io faccio andare su e giù i talloni così, è come se prendessi da parte mia madre e le dicessi, muori, mamma, muori, muori, muori, un! due! un! due! un! due! muori!"
Poi (credo che abbia paura che io vada a spifferare questa stupida storia dei talloni a sua madre), mi guarda, un po' accaldato, e soggiunge che, "Naturalmente", nello stesso tempo è come se le dicesse, "Non morire, mamma, non morire; non morirai, non morirai mai".
E' capace di rimanere lì per interi quarti d'ora, sul letto o sulla poltrona, chiedendo a sua madre di non morire, sgambando per aria come un soldatino a molla caduto nel bel mezzo della carica.
Da qualche settimana, il mio padrone ha escogitato questa nuova mania dei talloni. Si è messo in mente di aver avuto questa mania fin da bambino, ma naturalmente è tutta una fandonia. Sostiene che "Da sempre" (così mi dice) "da sempre ho questa strana mania di far andare su e giù i talloni; quando sono in riposo, vedi?" mi dice, accennando alle sue gambe allungate sul sofà, come per provocarmi; "vedi? guarda, guarda cosa succede, del tutto contro la mia volontà"; e subito, "del tutto contro la sua volontà", il mio padrone inizia a far andare su e giù le gambe, ritmicamente e sempre più rapidamente, come se stesse arretrando davanti a qualcosa di mostruoso. Il movimento, che lui si è messo in testa di fare da sempre ("naturalmente: fin da bambino"), e che si è messo in testa di eseguire del tutto contro la sua volontà, diventa sempre più energico, come se il mio padrone volesse sbriciolare a colpi di tallone la sedia, il sofà, il materasso su cui ha allungato le gambe, o viceversa come se un terremoto fosse sul punto di farlo precipitare.
Sostiene di aver ereditato quel movimento dei talloni da sua madre, e che anche sua madre faceva quello stesso movimento, su e giù con le gambe, anche lei "del tutto contro la sua volontà" (quando dice questa frase, il mio padrone mette sempre un accento particolare sulla parola "contro"). Dice che questa è l'eredità che sua madre gli ha lasciato: "Naturalmente", soggiunge a questo punto il mio padrone, "naturalmente so benissimo che mia madre è ancora viva. Ma tu sai bene che certi tesori si lasciano in eredità anche in vita, e persino" (a questo punto non riesco più a capire di cosa diavolo stia parlando) "e persino prima della vita".
"Ho ereditato questo buffo movimento, l'ho ereditato anche se mia madre è ancora viva", non fa che ripetere il mio padrone. "Mia madre non è morta, ma io ho già ereditato il suo movimento, e perciò quando, del tutto contro la mia volontà, io faccio andare su e giù i talloni così, è come se prendessi da parte mia madre e le dicessi, muori, mamma, muori, muori, muori, un! due! un! due! un! due! muori!"
Poi (credo che abbia paura che io vada a spifferare questa stupida storia dei talloni a sua madre), mi guarda, un po' accaldato, e soggiunge che, "Naturalmente", nello stesso tempo è come se le dicesse, "Non morire, mamma, non morire; non morirai, non morirai mai".
E' capace di rimanere lì per interi quarti d'ora, sul letto o sulla poltrona, chiedendo a sua madre di non morire, sgambando per aria come un soldatino a molla caduto nel bel mezzo della carica.