Selasa, Juni 2

Con il cuore in bocca

A volte viene e mi porta delle fotografie. Le tiene dentro una scatola per le scarpe. Gli piace fotografare i portoni delle case e gli uccelli quando si posano sulle gru. Me le fa vedere una per una e per ognuna mi spiega come l'ha scattata, e dove. Quando c'è n'è una che gli piace più delle altre, picchia uno contro l'altro i suoi denti di legno e mi dice "Ti piace questa, mamma?".
Lui mi chiama mamma perché è pazzo, ma a me va bene, e a quel punto di solito me lo prendo in braccio. Per poter piegare la schiena ha una specie di mantice di cartone, e quando lo tiro su fa un suono da fisarmonica scassata. E' spettrale.
Ogni volta che lo prendo in braccio succede che mi taglio contro una scheggia: chi l'ha costruito non era un bravo falegname. Poi lui chiude la scatola delle fotografie e stiamo un po' in silenzio, a giocare alla mamma e al figlio, proprio una cosa da manicomio. Secondo lui sto anche cominciando ad avere quell'odore da malattia mentale, come di biscotti vecchi, e un giorno, semplicemente per mandarmi in bestia, mi ha regalato le pantofole nere che secondo lui fanno indossare a tutti quelli che hanno malattie nervose. "Sono per i tuoi nervi; scaldano i piedi", mi ha spiegato proprio come se parlasse a un idiota, e io non riuscivo a capire come avesse fatto a risparmiare tutti i soldi per le pantofole, e non facevo che dirgli che il pazzo era lui, lui e basta, e andavo su e giù per la stanza come una tigre finché non ho picchiato in uno spigolo col mignolo del piede, e allora dalla rabbia l'ho preso e l'ho gettato nel fuoco, così adesso da una parte della faccia è tutto bruciacchiato, ma non l'ha presa troppo male; quando è di umore romantico, dice che il suo nome d'arte è Ciano Mezzaluna.
Dopo un po' che lo tengo in braccio lui gira gli occhi di vetro (fanno un rumore come di piatti appena lavati) e mi dice "Fischia la berceuse!" e io gli fischio la berceuse e inizio a sentirmi di buonumore perché di solito dopo la berceuse andiamo al luna park.
Al luna park è sempre così:
All'ingresso incontriamo un tizio con un bastone da passeggio; non ho mai capito bene chi è, ma è un uomo del luna park; Ciano lo guarda e gli dice: "Questo luna park puzza di piscio", e l'uomo senza nemmeno guardarlo alza il bastone e glielo picchia sulla testa. Poi entriamo. Dopo pochi passi, Ciano mi ferma tirandomi per i pantaloni e mi dice "Stai bene attento, Cubber", e io inizio a tenere le risa; "stai bene attento, abbiamo pochissimi soldi. Pochissimi. Lo sai." Se c'è una cosa bella, è proprio avere pochissimi soldi al luna park. Quando da piccolo andavo al luna park e avevo tutti i soldi che servivano mi veniva sempre da piangere. "Dobbiamo scegliere con attenzione, possiamo andare solo su una giostra. Solo una, capisci? Non possiamo sbagliare." Così le guardiamo tutte, con calma, masticando le quattro monete che abbiamo e fischiando la berceuse, e siamo così calmi e attenti e abbiamo così pochi soldi che ci sentiamo più belli che mai. Arriviamo al carretto dei dolci. "Allora; per prima cosa il gelato, soldi o non soldi quello non deve mancare; eccoci; allora, voglio pistacchio e cioccolato; grazie; infilaci anche una di quelle bandierine di carta; no, questa è della Francia, non va bene; dammi quella lì; sì, quella; andiamo".
Dopo il gelato inizia a tirare, perché siamo vicini alle montagne russe, e io devo mordermi le labbra per non ridere, perché alla fine scegliamo sempre le montagne russe. "Il gelato non si può portare", gli dice il ragazzo delle montagne russe, e allora Ciano va dal primo bambino che capita e gli regala il gelato, intatto, ma si tiene la bandierina. Ciano non piace molto ai bambini, e non so perché accettino un gelato da lui, però lo accettano quasi sempre, e i loro genitori non hanno mai niente da obiettare. Sono cose che non capirò mai.
Partiamo.
Partiamo e dopo la salita quando il treno inizia a precipitare e ti senti con il cuore in bocca Ciano batte i denti in quel suo modo come nacchere e tutti urlano intorno a noi e io sono talmente rimbambito dal buonumore che mi vengono le lacrime e ogni volta penso che anche le lacrime fanno il giro della morte dietro la mia testa e Ciano alla mia destra è sempre più eccitato e agita la bandierina di qua e di là e batte i denti e anche se non ha senso ogni volta mi fa ridere quando nel punto più pericoloso della corsa strilla ridendo anche lui disperatamente: "Viva la repubblica italiana!"